Registrare un marchio in Italia e all’Estero: come fare?

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Registrare un marchio è il primo e fondamentale passo per fare business.

Spesso quando si inizia un’attività o si vende un prodotto/servizio si dimentica una regola: come mi chiamo?
E allora ci si affida spesso ad un ricordo, ad un affetto, ad un nome che semplicemente “suona bene”. Ma registrare un marchio non è diverso da aprire un negozio in un centro cittadino. Aprireste una pizzeria affianco ad un’altra pizzeria? Nella stessa via? La risposta, siamo sicuri, è no.
Quando si pensa a come chiamarsi non si può pensare solo a sé stessi. Per vincere la concorrenza e farsi facilmente trovare (e prima di diventare così famosi che qualsiasi nome vi darete esso funzionerà) occorre essere originali, unici. I nomi dei marchi più famosi che conosciamo prendono spunto da accadimenti ma anche da colpi di genio. Il marchio Nike lo possiamo sia trovare scritto per intero ma anche solo con lo “swoosh”, lo sbaffo. Lo riconosce chiunque.
Tutto ciò è ancora più determinante nelll’epoca in cui viviamo dove la concorrenza di nomi, prodotti, servizi, beni è totale.
E siccome siamo tutti on line, quando si crea un marchio è bene che esso sia facilmente rintracciabile in internet, è bene che la parte testuale del marchio (es. Nike) e la URL del dominio (ma anche della pagina Facebook, del prodfilo Linkedin, della scheda Google My Business) siano corrispondenti. Altrimenti è solo un gran caos.
Ma andiamo per ordine.

Cosa occorre per registrare un marchio?

Pensiamo al prodotto/bene/servizio che vendiamo. Ognuno di essi è stato catalogato all’interno della Classificazione di Nizza, una classificazione internazionale ai fini della registrazione dei marchi italiani. Visto che i prodotti e i servizi aumentano la Classsificazione di Nizza viene aggiornata di tanto in tanto. Facciamo un esempio. Vendo vino e voglio creare il nome di una nuova etichetta. La prima cosa da fare è vedere in quale classe il prodotto vino è inserito all’interno della Classificazione di Nizza. Se cerco “vino” nella tabella riassuntiva ottengo risultati che non sono attinenti alla mia ricerca, al mio intento: pipette vino, apparecchi a mano per spillare il vino, cantinette per il vino, ecc.. Il vino è una bevanda alcolica: la classe è dunque la 33. Attenzione: per altre bevande alcoliche, come la birra, la classe non è la 33. Il ragionamento appena fatto per un prodotto o servizio vale anche per il nome ad un’azienda. Vorrete mica chiamarvi “Nike” se producete scarpe?
E ancora: un prodotto potrebbe anche essere registrato per più classi. Se produco bevande analcoliche e voglio mettermi perfettamente al riparo dalla concorrenza conviene che le classi di registrazione siano più di una. Esempio: produco borse lavorate a maglia (classe 18), conviene registrare anche tessuti lavorati a maglia (classe 24) e indumenti lavorati a maglia (classe 25). Questo perché se un giorno vorrete vendere un cappotto lavorato a maglia avrete già registrato il marchio.

    1. Ci sono banche dati italiane ed estere (Unione Europea e resto del mondo) che vanno interrogate per verificare se esiste già un marchio identico all’interno della classe a cui appartengono il vostro prodotto o servizio. Occore fare dunque una ricerca di anteriorità.
      Se di un marchio vogliamo verificare confondibiità e la somiglianza ad altri marchi si può invece fare una ricerca di similitudine.
      Per queste due tipologie di ricerche ci si affida a società esperte che hanno disposizione le banche dati. Alla fine viene restituita una visura che autorizza oppure suggerisce modifiche oppure consiglia caldamente di non registrare il marchio.
      La registrazione di un marchio interviene sia sull’aspetto testuale (Nike) sia sull’aspetto figurativo (il baffo). Le due ricerche servono proprio a constatare se ci sono marchi simili oppure uguali già registrati al nostro. E ci aiutano ad apportare le opportune modifiche.
    2. Se l’esito delle ricerche è positivo si può procedere alla registrazione del marchio. La registrazione avviene affidandosi alle Camere di Commercio oppure all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. I costi dipendono da numero di classi, paese o paesi in cui si intende registrare il marchio, se si tratta di primo deposito oppure di rinnovo

Quanto costa registrare un marchio?

Ecco i principali costi per registrare un marchio d’impresa in Italia. A seconda di ciò di cui si ha bisogno i costi variano.

      • € 34,00 per la domanda
      • € 67,00 per la tassa di registrazione primo deposito o rinnovo (una classe)
      • € 40,00 per i diritti di segreteria
      • Marche da bollo (una oppure due).

 Dove interviene l’agenzia di comunicazione nel registrare un marchio?

L’agenzia di comunicazione si inserisce nella fase primordiale del processo che porterà alla definizione del marchio. Il processo creativo infatti interviene sia nell’aspetto verbale che figurativo. Quello che occorre fare:
è mettersi al riparo da pretese che potrebbero venire da altre società o aziende;
ideare un marchio che davvero ci distingua;
dare vita ad un marchio che sia il frutto di grande fantasia e creatività, che sia facile.
Ma questa fase di verifica ed analisi del processo creativo non solo non è da sottovalutare, fa la differenza.

 

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Registrare un marchio in Italia e all'Estero: come fare?
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L'articolo spiega la procedura per registrare un marchio in Italia e all'Estero
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